Running: come prevenire e curare infortuni grazie alla Fisioterapia

Lo sapevi che in molti sport gli sforzi continui, le gare ravvicinate, la ricerca sfrenata della prestazione perfetta e il tanto stress accumulato, possono portare a traumi che se non bene curati attraverso un giusto intervento fisioterapico possono evolvere nel lungo andare in trauma cronico?

In particolare il Running è caratterizzato da un gesto sportivo ripetuto e prolungato nel tempo (la corsa) che può procurare ad atleti o amatori di tutti i livelli patologie fastidiose e spesso ricorrenti, quali fasciti plantari, tendinopatie achillee, borsiti e altri disturbi.

E’ importante in questo caso tenere in considerazione che il ruolo del fisioterapista non è solo quello di curare l’infortunio nel momento in cui si presenta, ma anche, e soprattutto, quello di prevenire e accompagnare l’atleta nel suo allenamento, identificando e trattando eventuali squilibri posturali e biomeccanici, e quindi riducendo al minimo l’insorgenza di questi fastidi.


Semplici strategie per prevenire traumi nei runners


Esercizi di stretching – ricordiamo l’importanza di fare stretching dopo la corsa e che è consigliabile mantenere uno stretching statico per almeno 30-40 secondi!

Esempio 1: allungamento del polpaccio.

In appoggio con le mani ad una parete, porta un arto inferiore semi-piegato avanti e l’altro dietro, cercando la sua distensione e l’appoggio completo della pianta del piede a terra per sentire bene l’allungamento del muscolo.

Esempio 2: allungamento del quadricipite.

Partendo dalla posizione eretta in appoggio su un piede, con possibilità di appoggiare una mano al muro per aiutare l’equilibrio, prendere un piede con la mano omolaterale e portare il tallone verso il gluteo. Fare attenzione a mantenere le cosce parallele (ginocchia allo stesso livello), la schiena eretta e una lieve retroversione di bacino.


Rimozione di eccessive tensioni in alcuni distretti corporei

Attraverso tecniche eseguite da personale esperto o attraverso automassaggio con pallina da tennis o da massagigio.

Esempio: prestare particolare attenzione al tensore della fascia lata che può causare alcuni traumi principalmente a livello della sua inserzione distale collocata nel ginocchio (parte laterale) e al muscolo grande gluteo che, se contratto, può creare tensione a livello della fascia lombare.


Rinforzo muscolare del tronco, bacino e arti inferiori

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Menzioniamo l’importanza di rinforzare il medio gluteo, attraverso il semplice ma efficace esercizio di alzata laterale della gamba in posizione distesa sul fianco, come mostrato nella foto.

Il medio gluteo, oltre ad essere l’abduttore più importante della coscia, si occupa di mantenere l’equilibrio trasversale del bacino in carico monopodalico, divenendo cosi fondamentale nel movimento della deambulazione e della corsa.

Esercizi di coordinazione

Esempio (vedi immagine): partendo dalla posizione eretta eseguire un affondo con la gamba dx e il braccio sx avanti, facendo attenzione che il ginocchio non superi la punta del piede per evitare un eccessivo sovraccarico di tali articolazioni, seguito da una flessione in avanti a 90° circa della coscia sx accompagnato dal movimento avanti del braccio dx.

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Miglioramento della mobilità articolare

Esempio: miglioramento della mobilità dell’articolazione della caviglia attraverso l’esercizio “calf rises” che consiste nell’eseguire delle flesso-estensioni della caviglia partendo con gli avampiedi in appoggio su uno step o un rialzo; per aggiungere una difficoltà in più è possibile eseguire l’esercizio in carico monopodalico (solo un piede in appoggio).


Presso lo studio Connect Fisioterapia Pilates Yoga non utilizziamo “protocolli standard”, ma creiamo piani di riabilitazione su misura individualizzati per ciascun cliente/paziente e per questo molto mirato ed efficace.

Dopo aver concluso il programma di riabilitazione post trauma i nostri fisioterapisti, oltre a proporre lezioni individuali, offrono la possibilità di partecipare a sessioni di rieducazione motoria semi-individuali (2 persone) o a piccoli gruppi (fino a 7 persone), che permettono di mantenere i livelli raggiunti post-riabilitazione ed evitare recidive, prevenendo ulteriori traumi.


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Giordano Sofia
Studentessa in Scienze Motorie e insegnante di Ginnastica Artistica